Citazione

Compiere una funzione

C’è una cosa che ammiro: il suo appagarsi di vivere; c’è una cosa che mi colpisce e mi rende sospettoso: il suo appagarsi di rinchiudere la sua vita su di me, di fermarsi a me. Come può un essere fermarne un altro, per sempre? Essere un fine per Jeanne mi disgusta di me stesso non meno che di lei. Ma so bene che in fondo non si tratta né di me né di lei. Il particolare del mio io e del suo conta poco nel travaglio del suo istinto; per lei si tratta di compiere una funzione. Ciò che tenta di fare con me è un focolare.

(Pierre Drieu La Rochelle – Diario di un delicato)

Citazione

Racchiuso tra due parentesi

Corsi al suo capezzale e lo trovai con gli occhi aperti. «Cosa c’è papà?» domandai. «Cosa vuoi?» Gli occhi erano vitrei, ma al suono della mia voce girarono lentissimamente, percorrendo una grande distanza, finché li ebbi puntati addosso. Ho detto puntati addosso, ma in realtà si fissarono su un punto immediatamente di fronte a me e uno subito dietro di me, così che mi trovai come racchiuso tra due parentesi, nella terra di nessuno del suo sguardo.

(“La morte asciutta” – Anatole Broyard)

Citazione

Scrivere incomincia nel corpo

Per fare quello che fai hai bisogno di camminare. È camminare che ti porta le parole, che ti permette di sentire il ritmo delle parole mentre le scrivi nella tua mente. Un piede avanti, poi l’altro piede, il doppio battito di tamburo del tuo cuore. Due occhi, due orecchie, due braccia, due gambe, due piedi. Questo, e poi quello. Quello, e poi questo. Scrivere incomincia nel corpo, è la musica del corpo, e anche se le parole hanno significato, possono a volte avere significato, è nella musica delle parole che i significati hanno inizio.

(Paul Auster – “Diario d’inverno”)

Citazione

La saggezza del corpo

Questa è stata la storia della tua vita. Ogni volta che arrivi a un bivio il tuo corpo cede, perché il tuo corpo ha sempre saputo quello che la tua mente non sa, e benché scelga di cedere, sia per mononucleosi o per gastrite o per attacchi di panico, il tuo corpo ha sempre sostenuto in gran parte il peso delle tue paure e delle tue battaglie interiori, incassando i colpi a cui la tua mente non vuole o non può reggere.

(Paul Auster – “Diario d’inverno”)

Citazione

Godersi la gita

Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d’acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l’affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d’incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l’incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell’incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l’intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di avere ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati.

(“Pastorale americana” – Philip Roth)

La citazione è stata sollecitata da Claude, una partecipante al gruppo di lettura “Viola legge” cui mi sono unita ieri sera, mercoledì 3 ottobre 2018, per la prima volta. L’incontro si è svolto all’Osteria dell’arte, punto di riferimento nel centro di Camerino, ma che a causa del sisma, dal dicembre 2017, ha ripreso la sua “gustosa” attività in una struttura container a Vallicelle. Eravamo in tanti. Chicca e Silvia delle Libreria indipendente Kindustria di Matelica hanno coordinato la discussione.
http://kindustria.wordpress.com