Finzioni

V’è un usignolo e una notte; v’è un dolore segreto su un terrazzo.
(Quasi del tutto impercettibile, v’è qualche curiosa contraddizione, qualche dettaglio sordido).

 

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Pillola del giorno

Questa mattina il mio amico Guglielmo, nonché papà della piccola Eli, mi ha inviato un what’s up con questa foto, commentando: “pillola del giorno della piccola Eli.” La piccola Eli è già stata ospitata in questo blog, era il 28 aprile del 2015 e io pubblicavo “Il giorno assente”, una storia scritta da lei a cui facevo seguire una mia versione del giorno assente.

Oggi la piccola Eli ha 11 anni.

Pillola del giorno della piccola Eli

Tutti i colori del mondo

Tutti hanno forme e dimensioni molto diverse, e colori distinti, ma sono comunque uguali.

Oggi ho avuto l’onore di incontrare una classe di terza elementare che è venuta presso la Biblioteca di Fabriano, nella sezione ragazzi, per un incontro sull’identità/diversità. Abbiamo letto “Elmer – L’elefante variopinto” di David McKee, a cui è seguito un laboratorio di disegno, e poi “Animali e Animali” di Emilio Urberuaga. L’intento, mio e di Laura, responsabile della sezione ragazzi, era dire siamo tutti uguali anche se siamo tutti diversi. Che è una frase fatta, banale, ovvia, scontata, abusata. Però chissà che a ripeterla non ci si convinca invece che è così. Che siamo tutti uguali e tutti ugualmente bisognosi che qualcuno riconosca la nostra unicità.

C’è questa idea per cui l’importante è seminare e crederci e avere pazienza, anche questo forse banale, ovvio, scontato, abusato. Ma in una biblioteca niente è banale, ovvio, scontato, abusato. Anzi qui tutto deve essere possibile. Perché ci sono i libri. E perché ci sono i bambini, quelli che lo sono e quelli che non se lo ricordano più.

Capodanno

Fanno il giro della piazza della stazione, si fermano sotto il portico del teatro, sempre soffiando nei fischietti e battendo con le latte, e questo baccano si unisce a quello delle raganelle che risuonano per tutta la piazza, gra-gra-gra-gra, mancano quattro minuti alla mezzanotte, ahimè la volubilità degli uomini, così gelosi del poco tempo che hanno da vivere, sempre a lamentarsi che siano corte le vite, lasciando alla sola memoria un bianco suono di spuma, ed eccoli qui impazienti perché passino questi minuti, tanto grande è il potere della speranza.

(José Saramago – L’anno della morte di Ricardo Reis)