Ti ricordi quando siamo partiti e la strada sembrava non voler finire mai?

…E non avevamo paura di nulla, anche se dietro ogni angolo ci aspettava un’avventura. Perché chi ha paura delle avventure può restarsene a casa.

(Zoran Drvenkar, Jutta Bauer – Ti ricordi ancora)

Annunci

L’impegno

Non diciamo, Domani farò, perché la cosa più sicura è che domani saremo stanchi, diciamo piuttosto, Dopodomani, avremo sempre un giorno d’intervallo per cambiare idea e programma, ma sarebbe ancor più prudente dire, Un giorno deciderò quando sarà il giorno di dire dopodomani, e forse non sarà neanche indispensabile, se la morte ultima verrà, a scioglierci dall’impegno, ché questa, sì, è la cosa peggiore del mondo, l’impegno, libertà che a noi stessi neghiamo.

(José Saramago – L’anno della morte di Ricardo Reis)

 

Lungo la strada

«Sa l’ora?» domanda la donna lungo la strada e mentre lo domanda solleva, con la mano destra, il polsino della giacca mostrando al polso sinistro un orologio. Dondola vistosamente la donna mentre cammina lungo la strada e forse questo c’entra con la domanda.
«No, mi spiace, non ho l’orologio.»
Si sente dentro la risposta come il solletico.

I versi della poetessa arrivano dopo il solletico

Se di me non parlo
e non mi ascolto
mi succede poi
che mi confondo

all’ora giusta

E poi, quando tornerai…

«E tu, povero grande artista da birreria, va a strascinare la tua catena; va a vestirti meglio e a mangiare tutti i giorni; va ad ubbriacare i tuoi sogni di una volta fra il fumo delle pipe e del gin, nei lontani paesi dove nessuno ti conosce e nessuno ti vuol bene; va a dimenticare la Principessa fra le altre principesse di laggiù, quando i danari raccolti alla porta del caffè avranno scacciato la melanconica immagine dell’ultimo addio scambiato là, in quella triste sala d’aspetto. E poi, quando tornerai, non più giovane, né povero, né sciocco, né entusiasta, né visionario come allora, e incontrerai la Principessa, non le parlare del bel tempo passato, di quel riso, di quelle lagrime, ché anche ella si è ingrassata, non si veste più a credenza al Cordusio, e non ti comprenderebbe più. E ciò è ancora più triste – qualchevolta.»

(Primavera – Giovanni Verga)