Adagio del tempo immoderno

La pubblicità è un’arma di sterminio dell’intelligenza, di manipolazione intellettuale. Mentre aspetto che arrivi il treno, un messaggio sparato nell’etere dice:

Le nuove tecnologie ci danno la possibilità di non dover scegliere. Non è fantastico?

Poiché il treno arriverà tra dieci minuti ho il tempo per sentire la frase altre tre volte, la stazione ferroviaria è disseminata di schermi, Pif è il testimonial di Tim, è Pif che ripete la frase in questione.

(Pif. Pif per Tim. Abbreviato: PifxTim)

Mentre Pif sta per pronunciare ancora una volta i benefici delle nuove tecnologie, il mio treno viene annunciato al binario 5. Scendo le scale, il binario è un rettilineo freddo decorato con cicche di sigarette, bottiglie, odore di piscio, lo stridore dei freni copre tutto, mi tappo le orecchie, aspetto che i passeggeri scendano prima di salire. Il vagone mi fagocita. I passeggeri nel vagone hanno la testa china e lo sguardo basso, le dita scorrono le pagine virtuali dei loro dispositivi, conto 4 fermate prima di scendere. Penso alla libertà di non dover scegliere. Il non dover scegliere inteso come libertà. E poi mi ricordo di una frase: SCEGLIERE È VIVERE.
Se le nuove tecnologie mi danno la possibilità di non dover scegliere significa che mi sottraggono anche la possibilità di vivere?
Bisognerebbe chiederlo a Pif.

 

 

 

 

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Fantastoriare al Pertini

Uno scorcio del primo piano della Biblioteca Il Pertini di Cinisello Balsamo

Uno scorcio del primo piano della biblioteca “Il Pertini” di Cinisello Balsamo

6 febbraio 2016, ore 15: si parteeee…

Fantastoriare si svolge al piano meno uno della biblioteca Il Pertini. Daniela, la coordinatrice della sezione ragazzi, raduna gli iscritti, domanda loro cosa si aspettano da questo incontro. Le risposte sono timide: “a scrivere un racconto”, “a scrivere bene”…
Poi mi presenta e ci lascia soli.
Eccoci, io, Tiziana e tutti loro: Maddalena, Sofia, Alice, Alice D., Filippo, Martina, Alessia, Christian, Mattia, Alessandro, Matilde, Elisa e Serena. Hanno tra i dieci e i dodici anni.
Inizio con il leggere un breve estratto da “C’era due volte il barone Lamberto” di Gianni Rodari. Poi chiedo loro di camminare per la stanza, ognuno con il proprio passo, senza dimenticare di respirare, metto un po’ di musica – Le petite cascade di René Aubry – mi unisco a loro, dico “se volete potete anche ballare”, loro mi guardano come si guarderebbe una minestra bollente, un po’ indecisi e un po’ disgustati.
Ci sediamo per terra in cerchio, ci presentiamo, giochiamo con le lettere dell’alfabeto e con le iniziali dei nostri nomi. Mimiamo con un suono o un gesto la lettera che ci piace di più (la “O”, perché è non ha interruzioni, la “L”, perché è leggera…).
C’è molta timidezza e mi spiace che il tempo sia così poco. Sarebbe bello poter dedicare allo “scioglimento della ruggine” più spazio, in fondo siamo qui per liberare la Fantasia, per come la vedo io siamo dentro una nuvoletta, ma per convincere anche loro dovrei bloccare tutti gli orologi del mondo, spezzare le catene degli orari… Ma siamo qui, in questo tempo e in questo luogo, dalle 15 alle 17.

Ciò che posso fare, è fare al meglio ciò che posso.

Dopo le presentazioni i ragazzi si siedono. Giocheranno prima singolarmente e poi in gruppo.
Chiedo loro di scrivere (un testo lungo a piacere) di qualcosa che li emoziona o che semplicemente gli piace, dapprima in modo entusiasta, poi come se gli facesse schifo, infine in tono neutro. Non tutti afferrano il senso della mia richiesta e mi accorgo che non forse non è così intuitiva.

Tuttavia ecco alcuni risultati interessanti: “Fare le fantastiche gare di nuoto (sono felice quando miglioro il mio tempo). Fare le schifose gare di nuoto (fanno schifo quando peggioro il mio tempo). Be’, se proprio le devo fare le gare…” (Alice)

1) Mi piacciono un sacco i Bullterrier, se potessi prendere un cane lo sceglierei, una trasmissione diceva che questi cani amano molto stare con i bambini, gli piace giocare e amano la famiglia. 2) Il Bullterrier è il cane più brutto che io abbia mai visto, ha il muso ovale e rotondo… Se mai dovessi scegliere un cane lo metterei in fondo alla lista. 3) Non è che vado matta per il Bullterrier non sono né belli né brutti… (Serena)

Il tempo scorre, andiamo avanti a giocare con la sparizione delle lettere e il binomio fantastico. I ragazzi giocano in gruppo.
Dal gruppo di Maddalena, Sofia, Alice, Filippo, Alice D., Martina e Alessia nascono le due storie de “Il mare e le creature marine” (senza la P) e “Un libro in acqua” (dal binomio fantastico spiaggia+libro) .
Dal gruppo di Christian, Mattia, Alessandro, Matilde, Elisa e Serena le due storie: “La Morta-Della” (rivisitazione, senza la P, di una barzelletta) e “Le chiappe del signore” (dal binomio fantastico aquilone+giacca).

Riporto (senza correzioni) alcuni estratti dai racconti finali.

Le chiappe del signore

Un giorno un bambino in un parco stava giocando con un acquilone che si impigliò nella giacca di un signore…

Le chiappe del signore (questo disegno è di Mattia)

Le chiappe del signore (questo disegno è di Mattia)

Un libro in acqua

Ero in spiaggia e ho portato il mio libro preferito come sempre perché non mi piace fare il bagno, preferisco stare al sole a leggere il libro. Stava andando tutto bene quando arrivò mio fratello che pur sapendo che non mi piace fare il bagno cercò in tutti i modi di farmi entrare in acqua però non ci riuscì e quindi mi strappò il libro di mano e me lo gettò in mare…

Un libro in acqua (questo disegno è di Alessia)

Un libro in acqua (questo disegno è di Alessia)

Un libro in acqua (questo disegno è di Martina)

Un libro in acqua (questo disegno è di Martina)

Un libro in acqua (senza firma)

Un libro in acqua (questo disegno è di Filippo)

 

 

 

 

 

 

 

Li saluto sperando che si siano divertiti. Prima però leggo un paio di estratti da “Casi” di Daniil Charms. Loro ridono mentre le vecchie cadono dalla finestra…

Ringrazio Daniela ed Elena (che, però, oggi non è qui) per avermi dato la possibilità di giocare con Fantastoriare in questa biblioteca fantastica.
Il mondo è pieno di gente bella e questa è una bella fortuna.

Alla prossima…

 

 

 

 

Il Sogno Vagabondo

C’era una volta una ragazza che aveva un sogno. Voleva giocare con la Fantasia. Aveva in mente tanti giochi da fare con la Fantasia, tante storie da raccontare e da inventare. Ma le mancava qualcosa. Le mancava uno spazio dove giocare. Ragazze e ragazzi con cui ballare. Bambine e bambini con cui improvvisare.
Ma una notte incontrò il Sogno Vagabondo.
Cos’è il Sogno Vagabondo?
Ma come?
Il Sogno Vagabondo è quello che al mattino fa suonare la sveglia, ti fa alzare di buon umore, ti fa fare una colazione abbondante e ti fa marciare per le strade del mondo con il passo deciso e il cuore contento. È così che da quella notte la ragazza…
Ma non voglio andare oltre, solo vi domando: secondo voi quella ragazza è riuscita a realizzare il suo sogno?

fantastoriare