Evadere

– E tu, che tipo di viaggiatore sei?
– Sono un viaggiatore del tipo turista ma con la smania dell’evasione.
– Non capisco.
– Io, quando viaggio tengo sempre in mano la guida turistica, la sfoglio, faccio le orecchie alle pagine, sottolineo, ma poi, quando sono all’aria aperta, non so, sarà per via degli odori, del clima, del cielo, delle nuvole, del paesaggio… ecco, mi viene voglia di evadere, di scappare dalle pagine e dalle sottolineature…
– Mi sembra di capire ma non capisco…
– Capita lo stesso anche a me…

 

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Miseria e commedia

Il napoletano che vive nella psicologia del miracolo, sempre nell’attesa di un fatto straordinario tale da mutare di punto in bianco la sua situazione. L’aspetto ambiguo dell’umanità del napoletano con la sua antitesi di miseria e commedia, di vita e teatro. Le due Napoli, una la montatura e l’altra quella vera. La Napoli bagnata dal mare e quella che il mare non bagna, il Vesuvio e il contro-Vesuvio. Eccetera eccetera. (…) Passano il tempo a coccolare e calcolare mistificazioni del genere, a venderle al maggiore offerente, a chiedere comprensione e ammirazione come se esigessero un credito, con un’aria imbarazzata e altezzosa. (…) Scontano un destino più forte di loro, pagano anche per gli altri napoletani la colpa di aver fatto di se stessi una leggenda. Di sfruttare questa leggenda. Di crederci, di nutrirla con la propria vita. Di cercare in essa l’assoluzione da ogni condanna, il riposo della coscienza inquieta, l’enorme straripante indulgenza della Grande Madre Napoli. (…) Che noia però questa Napoli usata come allegoria morale, come categoria dello spirito!

(Ferito a morte – Raffaele La Capria)

Le mitiche avventure di Bottiglia-man

Questo è il secondo racconto nato durante il laboratorio di Fantastoriare alla Libereria di Forio.
Gli autori sono: Niccolò, Diego, Andrea, Ilian e Danilo.

Le mitiche avventure di Bottiglia-man

Il mondo minacciato dal crimine e da creature immaginarie ed extra-terrestri era stato messo sotto attacco. Tutto sembrava perso. Quando… Apparve Bottiglia-man: un uomo stato morso da una bottiglia radioattiva, questo viaggia sempre su una zeintorno volante con bottiglie al posto di ruote che spara vino in polvere. Ciò gli permette di volare. Il nemico più temuto e profondo era ovviamente Gottilla e il secondo il muscoloso Brutus, l’ubriaco rapinatore di banche; senza scordare Bott-Kong: il primo alleato di Gottilla. Ci fu una lunga guerra che durò 10 anni e alla fine vinse Bottiglia-man. Però scoprì che Brutus aveva un fratello, cioè Brutus-bott, che però non durò molto perché venne colpito dalla mitica zeintorno che dopo quell’evento fu nominata zeintiglia. Per vendicarlo comparirono Tapp-bat e Pakchiglia, accompagnati dai fantappi del FantaBottworld. I fantappi furono sconfitti dal calore del motore di zeintiglia, allora venne in soccorso Bott-Kong e Tapp-bat fu sconfitto dal miticissimo Bottiglia-man.

 

Nella Tavola 2 disegnata da Diego compaiono Bott Kong, Tapp Bat, Brutus-bott  e gottilla (gozzilla+ bottiglia)

Nella Tavola 2 disegnata da Diego compaiono Bott Kong, Tapp Bat, Brutus-bott e gottilla (gozzilla+ bottiglia)

Nella Tavola 3, disegnata da Danilo, Brutus mostra i muscoli

Nella Tavola 3, disegnata da Danilo, Brutus mostra i muscoli

Il fantasma e la bottiglia

Ecco, come promesso, il primo dei due racconti nati durante il laboratorio di Fantastoriare alla Libereria di Forio.
Questo racconto è di: Sabrina, Serena, Teresa, Annamaria, Giuliana, Ludovica e Angelina.

Il fantasma e la bottiglia.

C’era una volta un fantasma di un pirata di nome Barbafantasma. Lui era buono e voleva degli amici, ma la gente vedendolo scappava per la paura. Lui pensava che forse era meglio essere cattivo così si rinchiuse in una bottiglia e cambiò la sua vita. Barbafantasma per dispetto fece diventare la città in bianco e nero, però mentre faceva la magia il vento lo scaraventò in spiaggia. Un bambino di nome Giovanni trovò la bottiglia e la portò a casa, e siccome gli piacque molto la forma della bottiglia, la colorò. Di notte Barbafantasma si svegliò e fu molto arrabbiato di vedere come era ridotta la sua bottiglia, quindi decise di spaventare il bambino. Giovanni però non si spaventò, al contrario cercò di aiutare il fantasma a ritrovare la bontà. Però poi capì che non era colpa del fantasma ma era l’uomo a giudicare l’aspetto esteriore e non interiore, così Giovanni gli chiese di ridare colore alla città, in questo modo le persone lo considerarono un eroe. Solo il bambino però sapeva che era stato proprio il Barbafantasma a far diventare la città in bianco e nero!!!

 

"Barbafantasma sta eleborando un piano per ribellarsi." (disegno di Angelina)

“Barbafantasma sta eleborando un piano per ribellarsi.” (disegno di Angelina)

"Barbafantasma elebora un piano per la città che diventerà in bianco e nero." (disegno di Giuliana)

“Barbafantasma elebora un piano per la città che diventerà in bianco e nero.” (disegno di Giuliana)

"Barbafantasma è buono."(disegno di Serena)

“Barbafantasma è buono.”(disegno di Serena)

Fantastoriare alla Libereria di Forio (II parte)

I colori del mondo

I colori del mondo

Martedì 29 dicembre 2015, ore 10.30. Anche oggi il cielo è un po’ arruffato, c’è il vento e c’è l’ombra delle nuvole, l’Epomeo è nascosto. Il sole, però, quando appare è caldo. E la luce che ne scaturisce dà alle cose del mondo un effetto anticato.

Arrivano i ragazzi. Oggi abbiamo due nuove presenze, Angelina e Niccolò, ma manca Salvatore.
Entriamo nell’aula di Pietratorcia, sistemiamo i tavoli, i ragazzi oggi lavoreranno in gruppo. Hanno deciso per maschi contro femmine, vaglielo a spiegare che qui non ci sono né gare né voti, però non mi preoccupo, sono loro che decidono, in ogni caso.

Prima di disporci a scrivere la storia, chiedo se hanno svolto il “compito a casa” (Pensare a un colore e cercare di memorizzare o di prendere nota di tutto ciò che di quel colore avrebbero incontrato fino al momento di andare a dormire).
Alcuni hanno preso nota, le ragazze in particolare hanno stilato elenchi lunghissimi, i ragazzi, invece, tranne Diego, hanno tutto nella testa. Battono la mano sulla fronte a dire: è tutto memorizzato qui dentro.
Angelina, avvertita da non so quale delle ragazze, ha anche lei il suo elenco.

Va bene, partiamo con la scelta dei colori.

Rosso (Sabrina-Diego)
Blu (Teresa-Serena)
Bianco (Annamaria-Angelina)
Fucsia (Giuliana)

Per economia citerò solo alcuni esempi di colori, scelti a caso tra quelli cartacei. Per gli elenchi detti a voce rimando all’immaginazione (e all’inventiva) di chi legge.

Blu: barca-penna-inchiostro-porta della libreria-porta di pietratorcia-busta della spazzatura-maglietta-giacca-pantaloni-macchina-camion-stanza della mia casa-mare-cielo-cuscino-rivista-tuta-macchia-sciarpa.

Rosso: decorazioni natale-tovaglia-confetti-secchio-peperoncino-forbici-mocio-maglietta-strisce pedonali- pomodoro-smarties-candela-felpa-vela-porta schotch-pastello-vestito di Peppa Pig-alce a dondolo-pezzo di costruzione-scritta “Tabacchi”-gufo sulla borsa-tappo del barattolo di perline- vaschetta di Tino il tartarughino uscita da un giornalino di Peppa Pig-tappo di penna-armonica-parte da cui esce il suono della tromba-tasto della tromba-Asia su un mappamondo per bambini-strisce sulla bandiera del Regno Unito.

Bianco: muro-mobili-scrivania-cornice delle finestre-termosifoni-porta-cassetti-tende-cancelli-elastico-busta-foglio-frigorifero-tappo di pennarello-pezzo di costruzione-armadio-comodino-tablet-zucchero-mattonelle.

Fucsia: pantalone (mio)-felpa di Teresa-giubbino di Annamaria-ombrello (mio)-bicicletta (mia)-lana-cerchietto (mio)-portafoto-armadio delle bambole-cuscino.

Mi piacciono questi elenchi, mi piacciono perché per stilarli bisogna prestare attenzione al mondo, alzare la testa e guardarsi intorno. La testa è spesso china su uno schermo. La testa pensa mille cose senza mai concentrarsi. Mi piacciono gli elenchi dei colori perché danno colore all’attenzione. Toh!, guarda quante cose rosse, blu, bianche e fucsia ci sono in giro. E chi ci aveva mai pensato. E chi ci aveva mai fatto caso. Mi complimento con i miei amici osservatori e chiedo a ognuno di loro di dirmi la prima cosa che gli viene in mente (oggetto, animale, persona, città).
Viene fuori questo elenco:
1) Bottiglia
2) Fantasma
3) Albero
4) George Washington
5) Macchina
6) Pagliaccio
7) Sole
8) Luna
9) Peli delle ascelle
10) Elefanti
11) Zentorno (che scopro essere una macchina) 

Quindi chiedo due numeri.

Escono l’1 e il 2 (bottiglia+fantasma) e l’1 e l’11 (bottiglia+zentorno).
Ecco due bei binomi fantastici dai quali i ragazzi partiranno a scrivere la loro storia. Le ragazze scriveranno “Il fantasma e la bottiglia“, i ragazzi “Le mitiche avventure di Bottiglia-man“. Entrambi i racconti sono arricchiti da disegni bellissimi, come detto in precedenza, ognuno partecipa a proprio talento e il talento ha molte forme per affermare se stesso.
Ma, un po’ per non ammorbare il lettore, un po’ per creare la giusta sospensione d’animo, rimando i racconti alla prossima settimana.

Intanto eccovi un’anteprima:

Barbafantasma se ne sta andando sulla spiaggia (disegno di Annamaria)

Barbafantasma se ne sta andando sulla spiaggia (disegno di Annamaria)

Gottilla distrugge la città (Tavola 1°-disegno di Ilian)

Gottilla distrugge la città (Tavola 1°- disegno di Ilian)

 

 

 

 

Fantastoriare alla Libereria di Forio

Eccomi in trasferta, sono a Forio d’Ischia, il mio borgo natìo, la mia Itaca. Barbara, la proprietaria della Libereria, è un folletto con i capelli arruffati e gli occhi pieni di incanto che a un certo punto della sua vita ha deciso di aprire una piccola libreria, la Libereria appunto, dove si trovano libri che non si trovano altrove, editori indipendenti e piccolissimi, gioielli rari e bellissimi. Per aprire la libreria Barbara ha dovuto rompere un po’ di schemi consolidati, tipo lasciare un lavoro sicuro e mettersi in gioco con la cultura che in Italia, e nel sud Italia a maggior ragione, paga pochissimo se non nulla. Per questo Barbara mi piace. Perché gli schemi sono sì importanti, ma a volte diventano gabbie e nel turbinio della quotidianità non si capisce più dove si sta, se in uno schema o in una gabbia. Ascoltarsi è sempre più difficile. Ma il sogno, quando è potente, grida… Quindi com’è andata? È andata che a ottobre ero a Forio e ho proposto a Barbara Fantastoriare. (Anche io ho sogni che gridano e ho capito che per metterli a tacere bisogna ascoltarli).
L’idea le è piaciuta e il 28 e 29 dicembre 2015 ha avuto luogo Fantastoriare in versione foriana. Due mattinate: la prima dedicata ai giochi di parole e la seconda alla creazione di un racconto collettivo.
I ragazzi iscritti, di terza e quarta elementare, nonostante le diverse età, hanno partecipato, ognuno a proprio talento, alle attività proposte. Il risultato è stato, come sempre, esilarante. Perché, se non si fosse ancora capito, Fantastoriare serve solo a liberare la Fantasia e a farci divertire tutti.

Parto quindi con il resoconto del primo giorno, lunedì 28 dicembre 2015.

Arrivo alla Libereria alle 10. Via Marina è una stradina breve che porta al mare. E il mare oggi è grigio grifagno grazioso, lance di sole lo illuminano e lo spengono. Le nuvole giocano con la luce, così come noi oggi giocheremo con le sparizioni delle lettere e con i binomi fantastici.
Alle 10.30 prendiamo possesso della nostra piccola aula, il locale di Pietratorcia, un’enoteca che apre solo la sera. Il nostro scenario fantastico si compone quindi di tavolacci in legno, odore di cibo, bottiglie di vino. Siamo pirati, marinai, ballerine, ostesse, pittori… siamo chi vogliamo essere.
Lo spirito viene subito colto da Andrea che per oggi si farà chiamare Giorg Washinton. Danilo, invece, per oggi sarà Vincenzo.

Siamo una ciurma multicolore. Annamaria è la più piccola, non avrebbe dovuto esserci, “così piccola capirà?” qualcuno domandava a qualcun altro mentre Annamaria annuiva, da sotto i suoi lunghi capelli sconcicati… Annamaria, vuoi far parte della ciurma? Sì.

E sia…

Dopo le dovute presentazioni domando loro cosa si aspettano da questi due giorni. Le risposte quasi unanimi sono: “A scrivere meglio!” Se sapessero, poverini, in che guaio si sono messi!

E no, cari miei, oggi e domani lasceremo libera la Fantasia, non ci saranno brutte copie, non ci saranno voti, daremo spazio all’osservazione del mondo e al primo pensiero. I ripensamenti e le correzioni le lasciamo agli altri. I loro volti sono eloquenti. Vedo smarrimento e confusione. Ottimo, mi sembra un buon inizio.

Allora, descrivetemi la vostra camera. Usate solo cinque parole.
1) Accogliente-grande-disordinata-spaziosa-mia (Sabrina)
2) Piccola-ordinata-unica-morbida-spaziosa (Serena)
3) La mia cameretta è divertente (Ilian)
4) La mia cameretta è bella (Vincenzo e Giorg Washinton)
5) Bella-spaziosa-silenziosa-colorata-disordinata (Annamaria)
6) La mia camera è meravigliosa, disordinata, spaziosa, colorata, rumorosa (Salvatore)
7) Bella-fredda-silenziosa-colorata-piccola (Giuliana)

Commentiamo le frasi e gli elenchi e poi passiamo a comporre un testo – lungo a piacimento – dove non deve comparire mai la lettera “e”. (Lo spunto mi viene da “La scomparsa” di George Perec, romanzo del 1969 in cui non compare mai la lettera “e”).

Ecco alcuni risultati:

1) Un gatto andò su un muro e trovò una foca, la foca mangiava i fiori. I fiori mangiati dalla foca sono coloratissimi, col muso il gatto si avvicinò, provò, gli sono piaciuti. (Giuliana)
2) Ho scritto una storia noiosa, non ci riuscivo, non ci riuscivo proprio mi annoiavo anchio, non mi sono mai annoiato così tanto stavo morindo… (Diego, riporto fedelmente, senza correggere)
3) L’anno scorso ho incontrato un giaguaro, ma quando l’ho visto mi ha subito guardato molto brutto, poi dopo ha parlato, ma io non lo ho ascoltato quindi lui si arrabbiò, poi mi mangiò. (Ilian)
4) Una barca navigava trainata da ‘mila uomini, grossi, tatuati, barbuti, assaltatori di navi, guidata dal sottoscritto Giorg Washinton. L’unico uomo a cui girava la capoccia. La barca trasportava grandi carichi di vino. La barca si schiantò sugli scogli. I carichi di vino affondarono, così gli uomini rimasero a bocca asciutta. (Giorg)

Il tempo scorre veloce ma siamo ancora in tempo per giocare con l’autolimitazione: scrivere un testo in cui le vocali compaiano in ordine alfabetico.
Ognuno elabora per conto suo, ma prima dei saluti, tutti insieme compongono questa frase: “Amore E Idiozia Ostacolano Un’Anima Esasperata Occupata Unicamente A Emozionarsi.”

Ci vediamo domani, ciurma. Mi raccomando fate attenzione al mondo, guardate con occhi nuovi tutto ciò che vi circonda. Vi assegno un compito – un coro di Noooooo riempie l’aula. Pensate a un colore e cercate di memorizzare o di prendere nota di tutto ciò che è di quel colore, da adesso fino a quando andate a dormire. Tirano un sospiro di sollievo, qualcuno dice “ma è facile!”, escono alla spicciolata nella stradina che porta al mare e piano piano scompaiono…

Li rivedrò domani.

Questo disegno è di Danilo

Questo disegno è di Danilo

A nulla si appartiene

… a nulla si appartiene mai, neanche alla somma di strade e di motivi che sembrano la tua città, in effetti non si appartiene mai, e quando anche si appartiene c’è sempre questa zona nascosta della mente che rifiuta, e che si chiude a riccio.

Malacqua