The American Way of Life

Letto nel giugno 2008, due volte nello stesso mese

Letto nel giugno 2008, due volte nello stesso mese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Già la loro bruttezza, confrontata con la gente di qui: la loro pelle rosea da salsicce viennesi, orribili, vivono perché c’è la penicillina, ecco tutto, e invece le arie che si danno come se fossero felici perché americani, perché liberi da inibizioni, invece sono solo rumorosi e screanzati – tipi come Dick, che mi ero preso ad esempio! -, come stanno in piedi con la mano sinistra in tasca, la spalla appoggiata al muro, l’altra mano col bicchiere, disinvolti, i protettori dell’umanità, la loro abitudine di battere la mano sulla spalla, il loro ottimismo fino a che non sono ubriachi, allora crisi di pianto, fine della razza bianca, il vuoto tra i loro lombi.

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Creare confusione

Ugone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un’altra cosa che Ugone faceva per gettare il mondo nello scompiglio, ma solo una volta al mese, era comprare un animale esotico nel negozio all’angolo, e lasciarlo, di soppiatto, in una fattoria insieme a quelli più comuni. Poi si nascondeva in un angolo e restava ad aspettare il momento in cui il fattore gridava: “Teresita! Che ci fa un pesce pagliaccio sulla schiena della mucca?!” e sua moglie che rispondeva: “Ma Alfredo! Te l’ho detto che non devi fumare la pipa insieme a quelle nuove medicine che ti ha dato il dottore! Ti fanno male, hai le visioni!”

Oppure, al contrario, prendeva un animale comune, per esempio un tacchino, e lo portava allo zoo, sotto un cartello che diceva “Dalla lontana Africa nera” e restava, sempre nascosto in un angolo, a guardare le facce stranite dei bambini e degli adulti di fronte al comunissimo animale che improvvisamente dovevano reputare tanto esotico.

 

Prendi un libro a caso…

Il venditore di Pianeti

Prendo un libro a caso, Marco Sommariva “Il venditore di pianeti”, l’ho letto nell’ottobre del 2008, non ricordo perché l’ho comprato, devo aver letto una recensione da qualche parte oppure mi sono lasciata intenerire dal titolo oppure mi è piaciuta la copertina oppure chiseloricorda, meglio così, il senso di questa rubrica (Prendi un libro a caso) è aprire a caso e trovare questa frase sottolineata…

 

 

 

«Ma da dove cazzo arriva tutto questo vapore?»

«Il vapore? Sono i ricordi, la storia della gente di Sestri che se ne va. E il brutto è che tutti osservano e basta, o al limite fanno come te: si domandano cos’è. Ma non è un problema solo di Sestri: in ogni angolo del mondo evapora la memoria.»

«…»

«Evapora la memoria e compare un centro commerciale.»

(Pag 59, Il venditore di pianeti – Marco Sommariva – iperfiction Tropea)

Stracotto d’asino

Manuale pratico per gli amanti degli animali veloci e di quelli lenti

Manuale pratico per gli amanti degli animali veloci e di quelli lenti

 

 

 

 

 

 

 

 

Ingredienti: un asino

Tempo di preparazione: quello di vestirsi e uscire

Difficoltà: facilissima

Al cuor non si comanda, questa è la ricetta base. Prendete un tipo qualsiasi, non particolarmente intelligente né bello. Sono sicuro che esiste al mondo qualcuno che stravede per lui, che lo desidera e lo sogna di notte. Avrete capito che per questa ricetta basta avere un cuore e qualcuno da amare. Tutti i bambini vanno pazzi per l’asinello, non fanno altro che chiedere di vederlo. La preparazione è elementare: basta indossare le scarpe per uscire, andare alla cascina, raggiungere il recinto e una volta aggrappati allo steccato passare le ore a mangiarsi con gli occhi quella meraviglia della natura.

 

La memoria dei tuoi occhi

 

La pace l’ho vista nei tuoi occhi un giorno di mille anni fa che poi era ieri. E la pace che ho visto nei tuoi occhi mi ha messo pace. Ora che i tuoi occhi non ci sono più la pace si sta dissolvendo. Ma ci sono io. Io custodisco la memoria dei tuoi occhi. Però c’è anche il dolore. E anche il dolore ha le sue memorie. Il dolore mi stordisce. Così sono uscito a fare un giro in bici. La città, le strade della città, i suoni della città. Nell’aria minaccia e promessa di pioggia. Minaccia e promessa. Questo mondo e questo momento sono carichi di assenza. Ma ci sono io. Io custodisco la memoria dei tuoi occhi.

 

(a te che rimarrai per sempre)