Fare bilanci

Fare bilanci 1.

Me lo chiede Wordpress che ha fatto il suo personale bilancio della mia attività su corrusco, WordPress mi chiede di condividere codesto bilancio su twitter, facebook e boh!, di fare pubblicità a codesto bilancio presso i domicili virtuali dei miei amici…

Perché? mi domando.

A chi o a cosa serve?

Fare bilanci 2.

Va bene, facciamo il bilancio del duemilainquartiamoci (come dicono dei miei amici) e passiamo a considerare il duemilaquindi? con un elenco tipo questo:

1) Obiettivi portati a compimento?

2) Amici persi?

3) Amici ritrovati?

3b) Felicità?

4) Contentezza?

5) Hai capito qualcosa della vita che prima non capivi?

5a) O non consideravi?

5b) O non volevi capire?

6) Dormi bene?

6a) Sogni?

7) Hai imparato a volerti bene?

8) Sai di poter contare almeno su dieci persone che correrebbero da te in caso di bisogno?

9) Sei più antica o contemporanea?

10) Sei pronta al duemilaquindi??

Se la somma delle risposte è più di boh e meno di niente è stato un buon anno.

Fare bilanci 3.

Oppure in luogo dei bilanci alzare il culo e andare a casa degli amici e fare baldoria e a bere fino ai botti e pure oltre.

Buon anno a tutti

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Le ferie di Babbo Natale

Era Natale

C’erano i regali sotto gli alberi

Ma non c’erano gli alberi

C’erano i Re Magi con i doni

Ma non c’erano destinatari

C’erano i portafogli pieni

Ma le mani erano stanche

C’erano i buoni propositi

Poi solo i propositi

C’era la neve

Poi si è sciolta

C’erano le renne e i mercatini

Poi non più renne

E quel buon uomo che chiamiamo Babbo Natale è partito

Ha scambiato le feste per le ferie

 

 

 

 

Attesa

Ieri pomeriggio ero a casa e aspettavo l’arrivo di Bea la Sciantosa

L’attendevo a minuti e dopo qualche minuto che l’attendevo suona il citofono

Suona il citofono e io che aspettavo l’arrivo di Bea la Sciantosa mi sono precipitata alla cornetta del citofono e senza por tempo in mezzo tra me, la cornetta del citofono e la voce di Bea la Sciantosa, ho detto: “ECCOTI, EVVIVA!”

Al mio “ECCOTI, EVVIVA!” non è seguita nessuna risposta degna di Bea la Sciantosa bensì un breve silenzio durante il quale io che stavo da questo lato della cornetta devo aver capito che forse dall’altro lato della cornetta non doveva esserci Bea la Sciantosa e quello/a che stava dall’altro lato della cornetta deve aver pensato chissà che

A ogni modo qualcuno poi ha parlato: “Buona sera signora mi chiamo Cozzolino e vorrei discutere con lei della sofferenza…”

Sono rimasta basita-stranita-confusa-interdetta-sorpresa-e-ancora-basita per qualche secondo e poi ho risposto: “No, grazie, parlare della sofferenza oggi proprio no, grazie lo stesso, sarà per la prossima…”

Poi dopo qualche minuto il citofono è squillato di nuovo

Questa volta era Bea la Sciantosa che, appena entrata in casa mi ha domandato: “Hai per caso un boa di struzzo?”

No, il boa non ce l’avevo e nemmeno la sofferenza…

Si è sempre impreparati, a pensarci bene

 

 

Citazione

Nella neve

Sull’alba, è intatta al suolo

La grande nevicata

Che fioccò tutta notte.

 

Poi sul bianco lenzuolo

Appar qualche pedata;

Pie’ grandi e scarpe rotte.

 

Soffre la vita o dorme.

Ai bimbi il verno è crudo

Come all’età cadente.

 

Veggo, fra l’altre, l’orme

D’un piccol piede ignudo

Che m’attrista la mente…

 

Ahi, Ahi, chi vi ristora

O tremanti piedini

Di fanciullo errabondo?

 

E vi son dunque ancora

Dei poveri bambini

Che van, scalzi, pe’l mondo?

 

(Poesia di Enrico Panzacchi tratta da “La Piccola Antologia” di Giuseppe Lipparini – Letture scelte e annotate per le Scuole Secondarie serali, per le Scuole di Arti e Mestieri e per le Classi Elementari superiori. Anno 1907)

Citazione

Il fuoco, l’acqua e l’onore

Il fuoco, l’acqua e l’onore fecero un tempo comunella insieme. Il fuoco non può mai stare in un luogo e l’acqua anche sempre si muove: onde tratti da loro inclinazione, indussero l’onore a fare viaggio in compagnia. Prima di partirsi tutti e tre dissero che bisognava darsi fra loro un segno da potersi ritrovare, se mai si fossero scostati e smarriti l’uno dall’altro. Disse il fuoco: «Se mi avvenisse mai questo caso che io mi segregassi (mi separassi) da voi, ponete bene mente colà dove voi vedete fumo; questo è il mio segnale e quivi mi troverete certamente». – «E me», disse l’acqua, «se voi non mi vedete più, non mi cercate colà dove vedrete seccura (siccità, luogo secco), o spaccatura di terra; ma dove vedrete salcio, alni (piante acquatiche simili ai salci), cannucce e erba molto alta e verde: andate costà in traccia di me e quivi sarò io». «Quanto a me», disse l’onore,«spalancate bene gli occhi e ficcatemeli bene addosso, e tenetemi saldo; perché se la mala ventura mi guida fuori di cammino, sì ch’io (in modo che io) mi perda una volta, non mi trovereste mai più».

(Apologo di Gaspare Gozzi – tratto da “La Piccola Antologia” di Giuseppe Lipparini – Letture scelte e annotate per le Scuole Secondarie serali, per le Scuole di Arti e Mestieri e per le Classi Elementari superiori. Anno 1907)