Citazione

Riflessioni da induzione

“È strano sognare la forma giusta delle cose e costruirle nella forma sbagliata, ma forse è quel che facciamo ogni giorno, poiché non crediamo mai che un sogno possa rivelarci la verità.” (Gli idoli di pietra – Jeanette Winterson)

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Non ci provare…

La pipì mattutina è più puntuale di un orologio, mi alzo in semi-coma, svuoto la vescica, le ragnatele del sonno crepano la percezione, ritorno a letto, quanti minuti di autonomia ho prima dell’allarme?, ore 7.25, mi piace il gioco del posporre la sveglia, è un piccolo inganno che decide dell’intero corso della giornata, “devo fare questo e poi quello…”, pospongo le azioni a momenti successivi, le finestre spalancate, la mattina è fatta di gesti più che di pensieri, una mano passa tra i capelli, districo e libero, provo un piacere indescrivibile a passare la mano tra i capelli, bevo il caffè, ritualità, vado in bagno, regolarità, rifaccio il letto, inutilità, sistemo i vestiti, chiudo i cassetti… è strano come la soddisfazione di queste minime incombenze riesca anche solo per un attimo a pacificarmi, a farmi sentire a posto, ordine/ordito, abbozzo un inizio di giornata confondendolo con un inizio di vita, sono le illusioni a confondere gli uomini? esistono illusioni in grado di farlo?, il cielo sulla mia città oggi è un unico uniforme grigiore, umidiccio al tatto, poi il suono di un aspirapolvere, un camion in manovra, vetri rotti nei cassonetti, pulizia della strada, il fischio costante di un uccello, suonerie/messaggi, il gracchiare di un corvo, il vento muove le piantine sul balcone, e se posponessi questo mercoledì a un qualsiasi altro giorno della settimana?… non ci provare!

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Promessa di felicità

Promessa di felicità

Qualche giorno fa mi sono fermata a osservare un prato verde con tre tulipani. Ho espresso tre desideri. Un’intera vita in tre desideri. Io, i tulipani, il prato verde. C’erano anche dei fiori bianchi, ma ho dato loro poca importanza. Poi ho ripreso il passo e mi sono allontanata dal campo. Ho provato a voltarmi ma i tulipani non li vedevo più. Ciò che vedevo era una macchia verde, morbida uniforme sfiorata dal vento. I tulipani non c’erano più o semplicemente esistevano non visti? Ecco cosa ho pensato. Che da lontano i desideri si perdono nell’eterno quotidiano, ma non per questo smettono di (r)esistere. Mi sono sentita subito meglio.