IN-VìCEM

Lascio andar la penna, anzi i polpastrelli
ma non per questo scriverò di danze di polpastrelli sulla tastiera
parlerò
INVECE
di questa immensa solitudine detta clausura (dal latino clàudere, chiudere)
“il mondo così lontano
il dolore così stretto”
clausura/chiusura
quasi un lampo di genio
ha senso tutto questo?
scrivere senza una meta
in qualche luogo sparire
ma poi ritornare (tornare di nuovo, talora semplicemente tornare)
l’appartenenza è un marchio
e ti possiede
La danza dei polpastrelli… che cazzata!!!!

Se avete voglia di seguirmi in questa follia, beccatevi questo

Annunci

Leopardi, Manzoni, De Roberto, Tomasi di Lampedusa: l’Italia attraverso quattro specchi

Un breve estratto dall’articolo di Nicola Lagioia apparso oggi su Minima&Moralia.

“È questo sentirsi insomma sempre fuori dai giochi, sempre impotenti in prima persona, sempre alienati da un nobile protagonismo, cioè da una seria e reale responsabilità – in attesa perenne del veltro, della peste, dell’uomo della provvidenza, di un altro che si pigli la responsabilità che non vogliamo assumerci per la parte che ci compete, pretendendone però poi l’impossibile guadagno – è questo, credo, uno dei peggiori difetti di noi individui italiani.”